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Cari studenti, docenti, autorità e amici,
Certamen, deriva dal verbo certare = gareggiare, in gergo scolastico competizione tra studenti meritevoli nella comprensione, in questo caso, del latino. È un’iniziativa che nella sua prima edizione è nata nel contesto dei festeggiamenti per il Novantesimo del liceo Giulio Cesare di Roma, liceo classico e dunque consapevole che la cultura classica e la lingua latina vanno intesi come elementi essenziali e costitutivi dell’identità storica italiana ed europea. E anche, non meno importante, come momenti
fondamentali nell’educazione dell’individuo e del cittadino al senso critico, al gusto del bello e alla ricerca del vero e del giusto. Il liceo classico Giulio Cesare è a Roma, sede ideale per un’iniziativa del genere, che è stata integrata anche dalla visita proficua di alcuni luoghi simbolo della classicità latina come i Fori e il Palatino visita, peraltro, condotta egregiamente in latino, dai membri dell'Istituto Italiano di Studi Classici.
È vero che oggi la cultura classica è ritenuta sorpassata e dunque inutile retaggio del passato dalla cosiddetta cultura woke, che negli ultimi anni si è diffusa in Occidente, a partire degli Stati Uniti, in sacche culturali non irrilevanti (almeno mediaticamente). È così che si è chiesta (e a volte ottenuta) non solo la rimozione di statue e targhe dedicate a personalità del passato in università, strade e parchi, ma anche la rimozione dai programmi scolastici dello studio di autori classici, appartenenti in primo luogo alla cultura latina e greca, in secondo luogo medievale. Tuttavia la tendenza non appare né maggioritaria né irreversibile. Segnali concordanti provenienti da tanti ambiti fanno ritenere che sempre più spesso la tecnologia contemporanea abbisogni di operatori ben acculturati nella classicità. Non sono poche ormai, per fare un esempio relativo all’Intelligenza artificiale, le società che pretendono da chi se ne occupa non più una formazione solo tecnica (che le accelerazioni in questo campo rendono in breve tempo obsoleta), ma una formazione fondata su valori solidi, su un’etica, su valori esistenziali che permettano di poter governare i nuovi strumenti tecnologici, mettendoli al servizio della persona umana. Gli operatori devono in tal senso avere una mente aperta, in grado di porre quelle domande e di elaborare quelle risposte che permettano all’Intelligenza artificiale di essere un vero fattore di
progresso dell’umanità.
Il Certamen Caesarianum Urbis, cui avete partecipato con impegno, serietà, creatività anche dando vita a delle belle relazioni di condivisione, non è dunque un nostalgico ripiegare su una cultura più gloriosa che contemporanea, ma una prova che conserva tutta la sua attualità pensando all’evoluzione di una tecnica che comprende di non poter fare a meno dei valori e delle sfide della classicità. Perciò grazie ancora alle scuole e ai partecipanti di tutta Italia, al Comitato organizzativo e alla Commissione giudicatrice per la
collaborazione, ai Dipartimenti delle Università patrocinanti e all'Associazione ex alunni e docenti, all’Istituto Italiano di Studi Classici e all’Associazione Italiana di Cultura Classica, ai sostegni istituzionali, al Municipio II e agli sponsor.
Prima di ascoltare alcune riflessioni sul valore della cultura classica nella formazione dei giovani e passare poi alla premiazione ufficiale, passo volentieri la parola dapprima ai relatori che ci porteranno il saluto del Municipio II di Roma Capitale e del Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio.

 

Il dirigente scolastico
Paola Senesi

NOTTE DEL LICEO CLASSICO

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