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Volentieri ho accolto l’invito a sintetizzare i motivi che hanno indotto il nostro Liceo a ospitare la Mostra “Suoni e segni di Vaia” e nove incontri legati al tema.

Vaia è il nome di una tempesta che nel 2018 ha colpito l’Italia alpina. Sono restate certamente negli occhi di tutti le immagini dolorose di migliaia di abeti sradicati da violentissime raffiche di vento. Un evento estremo? Certo. Si sarebbe potuto evitare? Probabilmente no. E limitare i danni? Difficile dirlo in questo caso. Può essere utile riandare a quanto scriveva il Leopardi a proposito dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. sulla forza di una ‘natura’ che chiama ‘matrigna’: i laudatori delle ‘magnifiche sorti umane e progressive’ vengano qui e constatino come la natura (‘la dura nutrice’) può ‘annichilire l’umano seme’ con ‘moti poco men che lievi’.

Occorre insomma pur prendere nota che a volte gli scossoni della natura non si possono evitare. Più di talvolta invece se ne possono limitare i danni. Certamente nel caso di terremoti, di inondazioni, di incendi, con una cura attenta, costante e lungimirante del territorio. Fondamentale dunque questo rapporto tra uomo e ambiente naturale. Sappiamo che è aperto il dibattito tra chi attribuisce prevalentemente all’uomo gli odierni cambiamenti climatici e chi invece li considera derivati solo in piccola parte da responsabilità antropiche. È certo che tutti siamo chiamati a custodire con senso di responsabilità, già a partire dai piccoli comportamenti quotidiani, l’ambiente in cui
viviamo. Per questo sono fiduciosa che la mostra “Segni e suoni di Vaia” possa permettere a tutti, valorizzando vista e udito, di comprendere che custodire la natura non è un’opzione, ma una ragionevole necessità.

I nove incontri connessi consentiranno poi di meglio focalizzare quei fenomeni climatici estremi con cui in questi anni siamo confrontati. Si partirà dal racconto della vita di un territorio, quello alpino, a opera del Museo Etnografico Trentino San Michele. La vita dello stesso territorio verrà poi interpretata dalle magnifiche fotografie di Roberto Besana. Il 20 marzo si rifletterà sul tema: “Territorio: cura o possesso?”, successivamente si ragionerà sulla natura della bellezza. Durante la tradizionale Notte nazionale del Liceo classico (il 19 aprile) si presenterà un progetto comunale sulla creazione di microforeste in città. Ancora: il 23 aprile si parlerà di tecnologia, manualità e creatività, di evoluzione
umana e tecnica. Il giorno successivo, nel contesto dell’Assemblea d’Istituto, di zone di sacrificio per ambiente e di cittadinanza scientifica. A maggio si evocherà l’antropocene e si discuterà delle nuove sfide ambientali.

Come vedete il programma è variato e ricco di sostanza, di certo stimolo per conoscenza, riflessione, dibattito su quanto sta accadendo in quella natura di cui l’uomo dovrebbe essere custode. La mostra – aperta fino al 15 giugno - presso il nostro Museo Diffuso Interattivo, inaugurato come si ricorderà il 26 ottobre scorso in occasione dei festeggiamenti per il Novantesimo, è naturalmente anche un’occasione privilegiata di dialogo con il territorio in cui siamo inseriti, con le altre scuole e con la cittadinanza. Non dubito che l’occasione verrà colta, considerato anche come il tema, volenti o nolenti, interessi tutti noi. Grazie a tutti per la collaborazione! 

 

 Il dirigente scolastico
Paola Senesi

NOTTE DEL LICEO CLASSICO

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